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    La piccola scuola elbana come scuola della comunità

    Potenziare la didattica recuperando il territorio

     

    La scuola e il territorio. L’innovazione nella scuola elbana

    Il tema del rapporto scuola territorio è uno degli assi che contraddistinguono la piccola scuola e l’integrazione positiva del territorio nel curricolo della piccola scuola fa leva su una dimensione particolare della materialità educativa ossia quella dell’ambiente e della comunità che in esso risiede.  

    La scuola elbana diviene, attraverso un progetto cofinanziato dalla Regione Toscana e da Indire, un contesto pilota per una scuola che interpreta oltre al tradizionale ruolo di agenzia formativa, anche quello di “centro di aggregazione per la comunità di riferimento”.

    L’uso delle tecnologie e la lettura di un rapporto educativo con il territorio, permettono un potenziamento didattico e la costruzione di un portato pedagogico proprio del fare scuola in realtà piccole e marginali. E’ il mondo a diventare l’aula della piccola scuola facendo quindi della rete e dell’” ambiente esteso” il piano di lavoro dei docenti che operano in territori isolati e con pluriclassi.

    L’idea di community school…

    L’idea di scuola come community school affonda le radici alla fine dell’Ottocento in America con la fondazione dei primi villaggi urbani, e la ricerca condotta dal gruppo delle Piccole Scuole di Indire sulla letteratura di riferimento a livello internazionale (Black, Lemon e Walsh 2010) ha individuato varie modalità in cui può esplicarsi questo modello. In particolare emerge la scuola come centro formativo per tutta la comunità, e non solo per gli studenti che la frequentano e per le loro famiglie (schools as community learning centre) e che può confluire nell’idea delle scuole pubbliche aperte agli studenti, alle famiglie e alla comunità locale tutto il giorno (mattina e pomeriggio) full service community schools

    Il modello evidenzia l’interconnessione fra scuola e comunità spostando l’attenzione dall’apprendimento nell’ambiente scolastico e accademico all’apprendimento nella comunità.


     Questa attività prevede l’uso della serra idroponica, una tecnica di coltivazione delle piante fuori suolo e con basso impatto ambientale caratterizzata da un ridotto consumo idrico. La ricerca utilizza questo strumento per attivare una didattica laboratoriale innovativa e introdurre il metodo scientifico in classe.


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    ospiti

    In Italia i territori marginali e isolati, montagne e isole, coprono il 70% dell’estensione nazionale e vedono nella scuola, spesso di piccole o piccolissime dimensioni, l’unico presidio della cultura e della cittadinanza. L’innovazione per una scuola piccola passa attraverso un modello organizzativo multidimensionale che interessa ambienti fisici e virtuali e comprende processi sia formali che informali.

     Ricercatori “Piccole Scuole Indire” e relatori “Convegno” Fondazione Amiotti


    Descrizione

                                      

     


     



      Le scuole che si trovano in contesti isolati, nelle montagne o nelle aree interne interrogano il contesto per tentarne la comprensione per ricostruire le trame che legano questi paesi alla realtà più ampia, per mettere a nudo quella rete di connessioni che fa delle comunità la matrice di una socialità più autentica. Il territorio diventa così occasione per operare una revisione del curricolo, stabilendo connessioni interdisciplinari e considerando l'apprendimento come un processo unitario e continuo. 

      Lo spazio e il tempo didattico nella Piccola Scuola è per sua natura potenziato dal territorio e dal digitale. Un Istituto Comprensivo in Italia è in media comprensivo di tante scuole, tanti plessi e spesso tra queste, molte sono piccole e decentralizzate, scuole situate in contesti isolati, in montagna, nelle isole o in piccole frazioni.

      Ripensare gli spazi, ritrovare i tempi, ricostruire relazioni attraverso una profonda riflessione sulla identità di ciascuna piccola scuola e di tutte le piccole scuole italiane.
      Scuole diverse per contesto e per questo modello di una scuola italiana a geometria variabile che affonda le radici di senso nella autonomia scolastica e si protende verso l’alleanza con il territorio di prossimità fisica e valoriale superando i confini geografici.

      Ripartiamo  con un approccio che oggi trova nel digitale un forte alleato, un contesto  dove ampliare il senso dello SPAZIO e del TEMPO SCOLASTICO con la Scuola al Museo, la Scuola in web radio, la Biblioteca digitale diffusa, l’outdoor learning e l’europeizzazione, la valutazione partecipata con le famiglie e gli esperti del territorio.

      Modi diversi di fare scuola in relazione autentica con il territorio e per questo molto significativa in una visione del digitale integrato all’esperienza, in un naturale dentro- fuori digitale-analogico come vissuto quotidianamente dall’allievo.